Mio marito si è convertito
L’anno scorso sono venuta al Convegno avendo nel cuore una grande pena: quella della lontananza di mio marito dal Signore.
Mentre si pregava per le coppie, questa mia sofferenza divenne più grande ed iniziai a piangere; una sorella avvicinatasi mi
disse: «Tuo marito il prossimo anno sarà qui vicino a te». Io risposi: «Amen», con fiducia; ma tornata a casa, trovai mio
marito sempre lo stesso, apatico, risentito con tutti e per tutto. Non mi lasciai scoraggiare, ma quando gli riferii quanto
mi era stato detto, e cioè che l’anno successivo lui sarebbe stato con me al Convegno, mi sentii rispondere: «Beata te che
credi ancora alle favole».
Ad ottobre di quello stesso anno, di sua iniziativa, decise di andare in pellegrinaggio a Medjugorje ed io lo seguii.
Lì avvenne la grazia della chiamata personale di Dio per lui; dopo ventitré anni si riaccostò ai Sacramenti e da quel momento
cominciò il suo cammino verso il Signore. Tornati a casa iniziò a frequentare la Comunità Gesù Risorto, lui che, solo l’anno
precedente ad un mio ritardo serale (per aver partecipato al seminario di preparazione all’effusione), mi aveva fatto trovare
la porta di casa chiusa a chiave; lui che, ogni volta che ci riunivamo per la preghiera comunitaria nella chiesa vicino casa nostra,
minacciava di chiamare il 113, perché sosteneva di essere disturbato dalla confusione che facevamo, proprio lui ora voleva
prendervi parte.
All’inizio era un po’ sconcertato per il nostro modo di pregare; per le mani alzate verso il cielo, per i canti, ma poi, frequentando
anche Don Bosco, cambiò atteggiamento. Come descrivervi l’ansia, la trepidazione con la quale ha atteso questo Convegno?
Non vedeva l’ora di partire. Ringrazio Gesù per tutte le meraviglie che ha operato in lui e invito le sorelle che, come me l’anno
scorso, non hanno accanto i loro mariti, a pregare con fede il Signore, perché so per esperienza che a Lui nulla è impossibile.
Tiziana e Mario
