Ero lontano dalla Chiesa
There are no translations available.
Prima di incontrare la Comunità Gesù Risorto, alla fine del ‘95, ero rimasto lontano dalla Chiesa per almeno 25 anni. Il motivo non consisteva in posizioni ideologiche particolari, e neanche in una forma di gaudente indifferenza nei confronti del prossimo, verso il quale mi sono invece sempre prodigato; ma piuttosto perché non riuscivo a percepirvi quello Spirito che avrebbe dovuto corrispondere all’insegnamento di Cristo. Nessuna obiezione al Messaggio, ma da parte di chi se ne faceva latore e custode quello che coglievo era solo autoritarismo, durezza e intransigenza.
Questo mio “sentire” era venuto stratificandosi in me fin dagli anni delle elementari, effettuate presso un istituto religioso, e si era rafforzato nel riscontrare che lo stesso tipo di dialettica, che non trovavo convincente, veniva usata dai potenti di tutto il mondo, grossi e piccoli, di qualsiasi schieramento politico o settore sociale; per cui ne avevo tratto la conclusione che la ricerca dello Spirito e della Verità poteva essere solo una ricerca personale, se si voleva evitare di essere ridotti a strumenti per i fini di qualcuno. Il fatto poi che tantissimi altri giovani come me seguissero la stessa strada non faceva che confermarmi nella mia convinzione di essere nel giusto.
Quando mi è capitato di incontrare la Comunità carismatica ho cominciato a percepire lo Spirito come una cosa viva: non più un argomento di conversazione, ma una presenza intensa e operante, come una persona in carne ed ossa, intenta in un continuo dialogo con quelli che riescono ad accettarne la voce, in una continua operazione di crescita e di trasformazione di quelli che non oppongono rifiuto. In ogni caso una presenza viva, manifesta e percepibile.
Ho riletto il Vangelo come se fosse una cosa nuova e vi ho trovato un livello di spiritualità impossibile da trovare in altre dottrine o discipline. Ho compreso e accolto per quanto ho potuto quei valori di mitezza e umiltà di cui Cristo ha dato l’esempio e mi sono reso conto che adeguarsi a situazioni, disposizioni e persone che possono non sembrare corrette significa comunque rimettersi ai disegni di Dio, avendo fede che nulla sfugge alla sua guida.
Ho compreso che la vera sapienza di ciò che è giusto appartiene allo Spirito e mai soltanto all’intelletto, che può essere uno strumento molto utile solo finché viene considerato strumento, e anche piccolo, non il perno della verità, perché farebbe sconfinare subito nella presunzione e nell’errore.
Certamente non mi considero arrivato a un livello superiore nello spirito ora che faccio parte di questa Comunità. Ho invece acquisito una maggiore consapevolezza dei miei difetti e limiti e ho cominciato a rendermi bene conto che da solo, senza la guida di Dio, non sono in grado di arrivare da nessuna parte. Il massimo che posso impegnarmi a fare è tentare, per come posso, di aprirmi alla sua volontà per lasciarmi condurre, zoppicando, sulla via che Cristo ha segnato.
Stefano
Tags: