Doni carismatici

Talvolta alcuni carismi possono colpire per il loro carattere “straordinario” (come spesso avviene per il dono delle lingue, della loro interpretazione, della profezia, , della liberazione, della guarigione, della parola di conoscenza, del riposo nello spirito) e magari può venire la tentazione di negarne la validità e di soffocarne l’esercizio; ma in realtà questo dipende dal nostro modo umano di vedere le cose, perché essendo lo spirito ad operare, attraverso la Chiesa, Corpo Mistico di Gesù, tutto in Lui è straordinario e tutto, in un certo senso, non lo è. È chiaro che tutto questo troverà la sua verifica dalla presenza o meno di un clima di ecclesialità, di confronto e discernimento comunitario, nonché di equilibrio personale.
Inoltre il temine stesso di “movimento”, usato per definire il Rinnovamento Carismatico Cattolico, deve essere inteso come “soffio dello Spirito”, che continuamente rinnova e è plasma la sua Chiesa, e non come struttura (sebbene spirituale) che miri unicamente alla sua stessa costruzione e al suo accrescimento. Il Rinnovamento è stato piuttosto suscitato per ricordare alla Chiesa che è carismatica! Tutti i suoi figli lo sono, dal più grande al più piccolo. E tutti i carismi sono necessari all’edificazione di questo Corpo, perché il Signore non fa mai niente di inutile.
Secondo il dizionario di teologia biblica, carisma è un sostantivo che ha origine dal verbo greco charìzomai che significa: mostrarsi gentile o generoso, donare qualcosa! Il termine carisma ha un nesso anche con la parola greca charìs che nel linguaggio religioso significa: grazia, grazia divina, dono gratuito di Dio.
Nel linguaggio cristiano dei primi tempi, la parola carisma fu usata per designare i doni spirituali concessi ai fedeli dallo Spirito Santo. Doni evidenti che manifestavano la presenza e il potere dello Spirito Santo in azione sui membri della comunità, per la sua edificazione, per il bene dei fratelli e per la conversione dei pagani.
I carismi sono dunque doni dello Spirito Santo che attribuiscono facoltà utili al servizio della comunità cristiana (1 Corinzi 10,7).
Il Concilio Vaticano II esprime così questa verità: Uno è lo Spirito, il quale per l'utilità della Chiesa distribuisce la varietà dei suoi doni con magnificenza proporzionata alla sua ricchezza e alle necessità dei ministeri (cfr. 1 Cor 12,1-11)(Lumen Gentium nr.7). Confronta anche i documenti del Concilio Vat.II Aspotolicam Actuositatem nr.3; Unitatis Reintegratio nr. 2.
I carismi non sono segno di santità per coloro che li hanno ricevuti. Sarebbe un errorre pensare che colui che ha un carisma faccia una vita santa, e d è santo, e che ha ricevuto i carismi come ricompensa per la sua santità personale. Un altro errore è quello di pensare che solo coloro che sono avanti nel cammino della santità possono ricevere i carismi.
Bisogna dire però che se è vero che la manifestazione dei carismi non è un indizio di santità personale, è tuttavia altrettanto vero che il loro “possesso” e il buon uso, chiama, spinge, induce ad una conversione più profonda e alla santità di vita. È lo Spirito Santo che illumina i cuori, spingendoli amorevolmente verso una conversione profonda. Come acqua viva, lo Spirito Santo nel concedere i carismi, lava, purifica e santifica colui che li riceve.
I credenti sono stati spesso turbati dal fatto che i doni miracolosi, così abbondanti all’epoca degli apostoli, si incontrano così poco nella nostra epoca; e molti hanno pensato che, se la nostra fede fosse più grande, noi vedremmo subito le medesime manifestazioni soprannaturali prodursi nuovamente. È evidente che la potenza di Dio non è cambiata e che, se noi fossimo maggiormente in comunione con Lui, questa potenza si manifesterebbe molto di più in nostro favore. Ma l’esame biblico ci conduce a fare delle costatazioni:
1) Se percorriamo la lista dei doni spirituali, notiamo che la maggior parte di essi non hanno mai cessato di essere accordati alla Chiesa, come ad esempio i doni di evangelista, dottore, governo, soccorso ecc… Se doni come quello dei miracoli, delle guarigioni, delle lingue e profezie, sono mancati in alcune epoche, è dunque probabile che la causa non sia stata sempre l’incredulità degli uomini, ma dalla volontà di Dio. Altrimenti perché lo Spirito Santo avrebbe accordato costantemente alcuni doni citati sopra, mentre non ne avrebbe donato quest’ultimi ?
2) Nell’Antico come nel Nuovo Testamento, Dio ha moltiplicato i miracoli in certi precisi momenti, per ragioni facili a comprendersi. Quando chiamò Israele fuori dall’Egitto per farne il suo popolo, gli diede la sua Legge sul Sinai e lo fece entrare in Palestina. Egli compì in mezzo a loro segni straordinari per mezzo sei suoi servitori; dando così la prova del suo intervento. Poi i miracoli sono cessati per secoli, per ricomparire numerosi soltanto durante il ministero di Elia, non per un periodo di risveglio ma di infedeltà.
Grandi uomini, come Abramo, Davide, Giovanni Battista, per quanto ne sappiamo, non ne fecero di miracoli, eppure non fu certo per la loro incredulità. Negli Atti degli apostoli e nei Vangeli ecco che ricompaiono numerosi miracoli accompagnati da diverse manifestazioni dello Spirito Santo. Tali miracoli erano necessari per convincere i Giudei, più attaccati alla Legge di Mosè.
Se simili segni si producono oggi, ciò deriva dal fatto che la situazione è simile a quella dell’epoca passata.
(Continua)…
