Il segno della Croce
Il cattolico, facendosi il segno della croce, professa la santa fede cattolica, di cui il Segno della Croce esprime esplicitamente i due misteri principali e - implicitamente - tutti gli altri.
I due misteri principali della fede sono:
1. - Unità e Trinità di Dio
2. - Incarnazione, Passione e Morte del Nostro Signor Gesù Cristo
Ora è chiaro che il segno della croce esprime il primo mistero: spiega il Catechismo della Chiesa cattolica: "I cristiani sono battezzati «nel nome» — e non «nei nomi» — del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; infatti non vi è che un solo Dio, Il Padre onnipotente, e il Figlio suo Unigenito e Lo Spirito Santo: la Santissima Trinità" (CCC 233).
Dice S. Ambrogio: "Non ti meravigliare che noi siamo battezzati in "un nome" solo, cioè "nel nome" del Padre e del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, perché non si può parlare che al singolare là dove vi è una sola sostanza, una sola divinità, una sola maestà" (De Sacramentis, l. 2, c. 7, n. 22)
Il Catechismo maggiore di San Pio X raccomanda, tra le cose da farsi il girono della Festa della SS. Trinità, di "risolvere di far sempre con devozione il segno della Croce, che esprime questo mistero" (domanda 111 della sezione "Istruzione sopra le feste del Signore...)
La croce che si fa con la mano destra mentre si pronunciano i nomi delle tre Persone divine, indica che proprio "Uno di loro" è venuto a farsi uomo sulla terra ed è morto sulla Croce, e che la decisione dell'Incarnazione opera di tutte le Tre Persone divine.
Il Card. De Lubac dice del segno della croce: "Segno ammirabile, che unisce magnificamente l'espressione cristologica e redentrice della fede alla sua espressione trinitaria" (La Foi Chrétienne. Essay sur la Structure du Symbole des Apôtres, Paris 1970/2, p. 93).
Tutti i misteri della fede sono implicitamente contenuti nei due principali: la Creazione è opera della Trinità; la Chiesa, la Santificazione e la glorificazione finale sono frutti dell'Incarnazione.
Scriveva Romano Guardini: "Quando fai il segno della croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e l'animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, corpo ed anima, ti raccoglie, ti consacra, ti santifica. Perché? Perché è il segno della totalità ed è il segno della redenzione. Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce Egli santifica l'uomo nella sua totalità, fin nelle ultime fibre del suo essere. Perciò lo facciamo prima della preghiera, affinché esso ci raccolga e ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato. Nella tentazione, perché ci irrobustisca. Nel pericolo, perché ci protegga. Nell'atto della benedizione, perché la pienezza della vita divina penetri nell'anima e vi renda feconda e consacri ogni cosa.
Pensa quando fai il segno della croce. È il segno più santo che ci sia: Fallo bene: lento, ampio, consapevole. Allora esso abbraccia tutto l'essere tuo, corpo ed anima, pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, e tutto diviene irrobustito, segnato, consacrato nella forza di Cristo, nel nome del Dio uno e trino. (I santi Segni, Brescia: Morcelliana, 1980 ).
Il Signore ti benedica!
Paolo
