Dio - Luce della fede
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Quando non c’è luce non solo si è impossibilitati a vedere le cose, ma vi si inciampa e si cade. In una situazione come questa il Signore non occupa il primo posto, e forse nemmeno il secondo: nella vita di un’anima scivolata nella tiepidezza Dio è nient’altro che una cosa in più: non illumina la sua esistenza quotidiana. I nostri occhi ci portano a guardare unicamente con visione umana ciò che ci circonda: Dio pare essere molto lontano dagli affari della vita ordinaria, dalle circostanze della nostra vita e quelle del nostro tempo. Gli occhi dell’anima si annebbiano; la ragione si crede autosufficiente per comprendere tutto prescindendo da Dio. Allora non si chiede l’aiuto necessario, dimenticando l’insegnamento dello stesso Gesù. E se si fa assegnamento solo sulle proprie forze, quando queste vengono a mancare, si cadrà spesso nello sconforto. Abbiamo un Dio-Padre che ha a cuore le nostre preoccupazioni e provvede alle nostre necessità. Vivendo alla giornata fanno in modo di trascorrerla il meglio, o il meno peggio, possibile; lavorano, se è necessario farlo, per vivere, altrimenti non fanno nulla. La storia personale di ogni uomo è piena di segni divini, ma per vedere in essi il Signore è indispensabile una buona disposizione, quella fede viva che la persona tiepida sta a poco a poco perdendo.
