Il Giovane ricco
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Marco 10,17-31
Nel suo racconto l’evangelista Marco accompagna il cammino del discepolo dietro a Gesù, dietro al quale anche noi che leggiamo ci mettiamo. Il punto del racconto al quale siamo arrivati ci mette davanti una situazione cruciale: i discepoli lo hanno riconosciuto come Messia (Mc 8,27), hanno sentito per ben due volte cosa li aspetta a Gerusalemme (Mc 8,31 e Mc 9,30) ma soprattutto hanno vissuto l’intenso momento della Trasfigurazione (Mc 9,1), prefigurazione dello splendore che sta dietro l’esodo che stanno percorrendo. Ormai nella prossimità dell’entrata trionfale a Gerusalemme, i giorni del compimento (Mc 11), Gesù dà ai suoi gli ultimi, ulteriori, insegnamenti, che evidentemente, posti a questo punto, devono essere certamente importanti. Parla innanzitutto di una modalità di amare incondizionatamente, secondo il progetto originario di Dio (Mc 10,1) e poi, a proposito dell’appartenenza al Regno di Dio, indica i bambini (Mc 10,13) come un esempio: chi è come loro, obbediente, disponibile, totalmente dipendente dall’altro, entrerà nel Regno.Ecco, allora, che l’episodio del ricco in ginocchio ai piedi di Gesù è dentro questo insegnamento rivolto al discepolo: in questo momento Marco ci vuole aiutare a comprendere di cosa ha ancora bisogno il discepolo.
